In modo non scontato e spesso sottovalutato, fare una buona domanda arricchisce non solo colui che ne ascolta la risposta, ma anche chi se la sente porre.
Nella mia esperienza personale, la domanda è dunque strumento principe di cui mi avvalgo, sia nel ruolo di Selezionatrice, sia in quello di Coach:
Ci sono diversi modi per porre domande ed è utile adottare la modalità che più si presta a raggiungere il nostro obiettivo:
- la domanda aperta stimola una risposta completa, che sfrutta tutte le conoscenze e le risorse di una persona; solitamente è introdotta da un avverbio interrogativo: chi, come, dove, quando, quanto, perché…? Tale domanda stimola l’approfondimento, la riflessione, l’analisi.
- la domanda chiusa induce il Destinatario a rispondere con un sì o con un no; invita, dunque, alla decisione ed alla presa di posizione.
- la domanda di chiarimento è una via di mezzo tra la domanda aperta e quella chiusa, perché richiede una conferma o una smentita, per avvalorare la quale si aggiungono dettagli significativi.
- la domanda di conferma serve a ricapitolare concetti già espressi, eliminando ogni dubbio; chi risponde può aggiungere nuove considerazioni, chi pone la domanda si assicura che le informazioni condivise siano esatte.
- le domande neutrali possono essere interpretate come si vuole (sono quelle che pone un buon Coach, che – viceversa – evita i quesiti tendenziosi, che in realtà non sono altro che suggerimenti mascherati).
- le domande che riguardano un problema non fanno che accrescere la sua portata, mentre – se si desidera portare l’Interlocutore ad espandere consapevolezza ed andare avanti verso il futuro - allora è bene porre quesiti che riguardano la sua soluzione.
Le domande sono dunque un ottimo strumento di comunicazione, purché poste in modo consapevole!