12 Ago 2021

La conoscenza sta nella domanda

In modo non scontato e spesso sottovalutato, fare una buona domanda arricchisce non solo colui che ne ascolta la risposta, ma anche chi se la sente porre.

Nella mia esperienza personale, la domanda è dunque strumento principe di cui mi avvalgo, sia nel ruolo di Selezionatrice, sia in quello di Coach:  

  • in un colloquio di lavoro, le domande sono utili a me per comprendere potenzialità, competenze, motivazione, aspirazioni dell’interlocutore che ho di fronte e per decidere se inserirlo nella rosa di Candidati da presentare all’Azienda Cliente che mi ha commissionato la ricerca di personale
  • all’interno di una sessione di coaching, pongo domande al mio Coachee nel suo mero interesse, finalizzate ad accrescere la sua consapevolezza (un Coach non fa mai domande per soddisfare la sua curiosità!); la domanda innesca, infatti, in lui un virtuoso meccanismo a catena che lo porta a: fare autoriflessione, maturare autoconsapevolezza, far chiarezza dentro di sè, ordinare le proprie idee, individuare nuove prospettive, assumersi responsabilità, sentirsi motivato allo sviluppo di una azione. In questo contesto, ci sono volte in cui la Persona che ho di fronte commenta quello che le chiedo, dicendo: “Eh, bella domanda!” e poi rimane a lungo silenziosa prima di rispondere; questo è il caso in cui la mia domanda si può definire “potente”, perché costringe a pensare a qualcosa di non considerato in precedenza ed ha dunque una valenza del tutto creativa!

Ci sono diversi modi per porre domande ed è utile adottare la modalità che più si presta a raggiungere il nostro obiettivo:

- la domanda aperta stimola una risposta completa, che sfrutta tutte le conoscenze e le risorse di una persona; solitamente è introdotta da un avverbio interrogativo: chi, come, dove, quando, quanto, perché…? Tale domanda stimola l’approfondimento, la riflessione, l’analisi.

- la domanda chiusa induce il Destinatario a rispondere con un sì o con un no; invita, dunque, alla decisione ed alla presa di posizione.

- la domanda di chiarimento è una via di mezzo tra la domanda aperta e quella chiusa, perché richiede una conferma o una smentita, per avvalorare la quale si aggiungono dettagli significativi.

- la domanda di conferma serve a ricapitolare concetti già espressi, eliminando ogni dubbio; chi risponde può aggiungere nuove considerazioni, chi pone la domanda si assicura che le informazioni condivise siano esatte.

- le domande neutrali possono essere interpretate come si vuole (sono quelle che pone un buon Coach, che – viceversa – evita i quesiti tendenziosi, che in realtà non sono altro che suggerimenti mascherati).

- le domande che riguardano un problema non fanno che accrescere la sua portata, mentre – se si desidera portare l’Interlocutore ad espandere consapevolezza ed andare avanti verso il futuro - allora è bene porre quesiti che riguardano la sua soluzione.

Le domande sono dunque un ottimo strumento di comunicazione, purché poste in modo consapevole!